
Venezia, 8 maggio 2010
COMUNICATO STAMPA S10 09/10 - n.65
INCREDIBILE FINALE DOPO 9 MINUTI DI RECUPERO, PARMA PASSA 20 A 21
Lagunari retrocessi in A1, ma la rabbia è incontenibile
Assurdo, incredibile, grottesco: quanto accaduto quest'oggi allo Stadio Comunale di Favaro Veneto rimarrà per lungo tempo nella memoria di tutti coloro i quali ab-biano assistito al match-salvezza tra Casinò di Venezia e Banco Monte Parma.
9 minuti di recupero nel secondo tempo in assenza di interruzioni significative o in-fortuni gravi: basti questo per disegnare i contorni un po' foschi di una partita che il Casinò di Venezia ha costruito pezzo per pezzo con una rabbia agonistica, con un cinsimo, con una voglia di vincere, con un'attitudine al sacrificio capaci di far spel-lare le mani ai tantissimi tifosi assiepati sugli spalti.
I tanti infortuni registrati in settimana avevavno creato le premesse peggiori per giocarsi gli ultimi 80' di una stagione per molti versi storta: la sfida a Banco Monte Parma sembrava la scalata dell'Everest, ed invece i ragazzi messi in campo da Alejandro Canale e capitanati da un immenso Ivan Gianesini hanno giocato il match della vita, mettendo sotto gli ospiti nelle fasi di battaglia e riuscendo nell'im-presa di andare in meta per tre volte tra il 22' del primo tempo e il 25' del secondo, continuando poi a schiacciare gli ospiti nella propria area difensiva per tentare il tutto per tutto e centrare anche la quarta marcatura che avrebbe significato salvezza automatica.
Ed invece, complice un arbitraggio francamente fuori misura per tutta la partita da parte del signor Mancini di Frascati, il Casinò si vede penalizzare un enorme la-voro sul campo con una serie di fischi contrari che tolgono ai lagunari la possibilità di incrementare il vantaggio su livelli più consoni a quanto fatto vedere sul prato amico: è il piede di Irving a tenere in piedi la baracca emiliana, ed è sempre lo stesso scozzese a marcare la meta che nel recupero del primo tempo porta i suoi sul 16 a 10.
In precedenza, al 22' e 32', le cavalcate vincenti delle frecce veneziane Perziano (scatto bruciante e controllo del rimbalzo in meta su kick-pass dell'ottimo Vittorio Candiago) e Ziegler (serpentina vincente dopo recupero di una palla vagante), quindi al 1' della ripresa l'allungo di Duca che dalla piazzola accorcia il gap a -3. Venezia lotta su ogni palla e soffoca Parma in tutte le zone del campo, salvando alcune situazioni difficili dentro i propri 22 e riproponendosi in zona d'attacco con grande insistenza: al 25' la meta numero 3 firmata Paschini, che di potenza si stacca dal drive dei suoi e vola in meta.
La quarta meta è nell'aria e tutta la squadra ci crede, malgrado l'inferiorità nu-merica data dal giallo sventolato in faccia a Paschini al 29': Parma è sulle ginoc-chia, il XV lagunare sfiora l'impresa in più occasioni, l'ultima al 4' di recupero, quando la logica suggerirebbe all'arbitro di fischiare la fine.
Ed invece, senza alcuna spiegazione logica, il fischietto di Frascati prolunga fino al 49', giusto in tempo per vedere la meta del sorpasso Parma (20 a 21) firmata da Fontana dopo rolling maul da rimessa laterale in attacco.
E' la meta che chiude il match, e che contemporaneamente manda in A1 il Casinò di Venezia. Incredibile, grottesco, ma vero.